Circolare Ministero LL.PP. - Servizio Tecnico Centrale - 7 gennaio 1974, n. 11633.

Istruzioni per la progettazione delle fognature e degli impianti
di trattamento delle acque di rifiuto

. Capitolo I - Definizioni

Per rete di fognatura si intende il complesso di canalizzazioni, generalmente sotterranee, atte a raccogliere ed allontanare da un complesso urbano le acque superficiali (meteoriche, di lavaggio, ecc.) e quelle reflue provenienti dalle attività umane in genere. Una rete è articolata in tronchi tra loro connessi, nei quali il percorso che le acque devono compiere è definito per quello che riguarda la direzione ed il verso. Le canalizzazioni funzionano a pelo libero; in casi particolari, e sempre per tratti di breve lunghezza, il loro funzionamento può essere in pressione (ad esempio condotte di mandata in stazioni di sollevamento, attraversamenti particolari, in sifoni, ecc.).

Una rete di fognatura si dice a sistema misto quando raccoglie nella stessa canalizzazione sia le acque di tempo asciutto (acque di uso domestico, di innaffiamento o lavaggio stradale e simili) sia quelle di pioggia. Si dice a sistema separato se le acque di uso domestico vengono raccolte in una apposita rete distinta da quelle che raccoglie le acque di scorrimento superficiale, sia di lavaggio e simili e quelle pluviali. Ove per particolari condizioni locali risulti conveniente, un centro urbano può venire servito in parte con sistema misto ed in parte con sistema separato.

Le reti di fognatura sono completate dalle opere per lo smaltimento dei liquami comprendenti adeguati impianti di trattamento depurativo.

Le opere anzi dette sono distinte secondo la seguente terminologia:

  1. Fogne. Per esse si intendono quelle canalizzazioni elementari che raccolgono le acque provenienti da fognoli di allacciamento e/o da caditoie, convogliandole ai collettori.
  2. Collettori. Per essi si intendono quelle canalizzazioni che costituiscono l'ossatura principale della rete, che raccolgono le acque provenienti dalle fogne e, allorché conveniente, quelle ad essi direttamente addotte da fognoli e/o caditoie. Le loro dimensioni sono ovviamente maggiori di quelle delle fogne servite; la loro giacitura deve risultare tale da consentire che le acque convogliate dalle fogne possano immettersi in essi agevolmente. I collettori a loro volta confluiscono in un emissario.
  3. Emissario. Per esso si intende il canale che, partendo dal termine della rete vera e propria, adduce le acque raccolte al recapito finale. Quest'ultimo è il recipiente (fiume, torrente, alveo, inghiottitoio, lago, mare, ecc.) dove le acque addotte dall'emissario vengono definitivamente versate previo adeguato trattamento. Nel caso si tratti di emissario consortile, questo può ricevere in punti definiti le acque provenienti da altre reti.
  4. Impianto di depurazione. Per esso si intende l'insieme delle unità operatrici destinate a trattare le acque, tenuto conto dei loro caratteri secondo le modalità e nella misura richieste dalle condizioni del recipiente e/o di un eventuale reimpiego ed in osservanza delle disposizioni emanate dalle competenti Autorità.

La progettazione di norma avviene attraverso due fasi:

- Progetto di massima.
- Progetto esecutivo.

Il progetto di massima comprende lo studio di tutte le opere di fognature dell'intero centro da servire, tenendo debito conto di quelle esistenti in relazione alla loro possibile utilizzazione e/o trasformazione.

Il progetto di massima dovrà evidenziare le opere da realizzarsi d'urgenza precisandone l'importo nonché la proposta dell'ordine di precedenza per la realizzazione delle altre opere. Nel caso di grandi centri, ove l'inquadramento generale lo consente, si possono in via eccezionale avere progetti di massima solo a limitate aree cittadine, nuovi quartieri, ecc. sempre che questi abbiano una loro propria autonomia funzionale che non interferisce con altre zone anche limitrofe. In tale caso il progetto dovrà comunque essere integrato da una esauriente documentazione delle soluzioni adottate per le fognature della restante parte del centro.

Il progetto esecutivo può essere redatto per l'intero centro da servire o per lotti funzionali. In questo secondo caso i progetti esecutivi devono sempre essere accompagnati dal progetto di massima cui gli esecutivi sono parte, al fine di dimostrare come tali esecutivi vadano ad inquadrarsi nel complesso delle opere.

Talvolta la progettazione, quando l'impostazione e la complessità del lavoro lo richieda, può essere preceduta da uno « studio preliminare »; tale studio, di carattere indicativo, viene redatto allo scopo di concordare, con l'Amministrazione e le Autorità tutorie, le direttive fondamentali della progettazione da svolgere, le aree da servire perché già urbanizzate, nonché quelle di prevedibile sviluppo secondo i piani urbanistici locali, dei quali dovrà essere allegata una planimetria schematica dalla quale risultino individuate le localizzazioni ed i pesi insediativi sia demografici che industriali delle varie zone di espansione.

In mancanza di piani urbanistici gli elementi sopra distinti dovranno essere dedotti, per quanto possibile ed in quanto utili, dai documenti di assetto territoriale adottati dalle Regioni competenti. Si terrà altresì conto dei piani urbanistici e delle esistenti opere dei vari servizi pubblici e di eventuali interessi archeologici e paesaggistici. Lo studio dovrà inoltre definire il presumibile importo delle opere, sia pure con larga approssimazione.

In sede di detto studio preliminare o, in mancanza, in sede di redazione del progetto di massima, il progettista proporrà, ove possibile e conveniente, la formazione di Consorzi per la depurazione delle acque di scarico di più zone limitrofe prevedendo reti di fognatura che confluiscano ad un impianto di depurazione unico ovvero (nei casi dove ciò non sia tecnicamente possibile) prevedendo un Consorzio per la gestione comune di più impianti singoli.

Il progettista indicherà altresì gli Enti fra i quali occorrerà promuovere i relativi Consorzi di gestione.