Appunti sulla clorazione negli acquedotti |
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Il cloro per la disinfezione può essere aggiunto in vari modi; nella clorazione comunemente intesa (quella dei piccoli/medi impianti) viene semplicemente aggiunta una soluzione di ipoclorito di sodio (varechina, candeggina) all'acqua.
Il pH e la temperatura incidono in modo rilevante sulla efficacia della disinfezione.
Sia che il cloro venga immesso direttamente nella rete idrica, sia in un serbatoio,
dovrebbe essere assicurato prima dell'utilizzo un “tempo di contatto” fra
acqua e cloro di almeno 30 minuti, affinché il cloro possa svolgere
la sua azione battericida, ossidando qualsiasi forma vivente esistente nell’acqua.
Il Cloro così “si consuma” ed il residuo attivo in uscita
dal serbatoio, o comunque misurato all'utenza, dovrà rientrare in un
campo di determinati valori.
Le soluzioni commerciali di ipoclorito di sodio usate
per la clorazione hanno una percentuale tra il 12 e il 14% in volume, pari
a circa il 10% in peso di cloro attivo (la candeggina ne contiene il 5%).
Per ottenere un determinato
valore al punto di controllo (es. 0,3 ppm), considerando che le soluzioni di
ipoclorito perdono spontaneamente il titolo in cloro attivo, devono essere
adottati al punto di immissione dosaggi superiori (es. 0,5 ppm).
In questo caso,
tenendo conto
della diluizione commerciale (10%) occorrerebbe dosare l'additivo a 5 ppm (5
mg/l).
DEFINIZIONI:
Il cloro presente nell'acqua in forma disponibile, in grado di agire come ossidante (disinfettante), viene indifferentemente definito: libero, disponibile, attivo, residuo.
Cloro libero (disponibile, attivo, residuo)
Prodotto chimico attivo per la disinfezione.
Quello che ha capacità igienizzante e che negli acquedotti non deve
superare determinati valori all'utenza.
E' il parametro cui fanno riferimento le normative del settore acquedottistico.
Cloro totale
L'insieme di sostanze a base di cloro presenti nell'acqua.
E' la somma di cloro libero (totalmente disponibile per la disinfezione) +
cloro combinato (composto di cloro con altre sostanze organiche prodotte dalla
disinfezione).
Non corrisponde al cloro originariamente versato, ma a quello ridotto da evaporazione
e consumo per disinfezione.
E' un parametro molto utilizzato nel settore piscine.
RIFERIMENTI NORMATIVI:
La norma UNI EN 805:2002 "Approvvigionamento di acqua - Requisiti per
sistemi e componenti" prevede l'ipoclorito di sodio (NaClO) tra i prodotti
chimici per la disinfezione dei sistemi di distribuzione dell'acqua con una
concentrazione max di 50 mg/litro (50 p.p.m.).
Probabilmente tale valore massimo è accettabile
solo per la disinfezione iniziale delle tubature, non per la distribuzione
dell'acqua.
Il Decreto Legislativo 2 febbraio 2001 n. 31, allegato 1, parte c (parametri
indicatori), indica un valore minimo consigliato 0,2 mg/l di disinfettante
residuo, se impiegato.
Detto valore dovrebbe essere inteso al punto di messa a disposizione dell'acqua
all'utente.
L'ipoclorito impiegato deve essere conforme alle norme UNI EN 901:2002.
Estratto delle Linee-guida del 4 aprile
2000 per la prevenzione e il controllo della legionellosi, pubblicate
sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 05 maggio 2000.
Clorazione shock iniziale (episodica): deve
essere effettuata su acqua a temperatura inferiore a 30°, con una singola
immissione di cloro in acqua fino ad ottenere concentrazioni di cloro residuo
libero di 20-50 mg/L in tutto l'impianto, ivi compresi i punti distali.
Dopo un periodo di contatto di 2h con 20 mg/L di cloro oppure di 1h con 50
mg/L di cloro, l'acqua viene drenata e nuova acqua viene fatta scorrere nell'impianto
fino a che il livello di cloro ritorna alla concentrazione
di 0,5-1 mg/L.
A tali concentrazioni di cloro l'acqua puo' essere considerata potabile, anche
se il decreto del Presidente della Repubblica n. 236/1988 (superato
da successive normative) prevede un limite consigliato di 0,2 mg/L,
vista la particolare situazione contingente.
Riprendiamo da testi in internet che:
I valori di cloro sia libero che totale vengono evidenziati con appositi reagenti, e prevalentemente misurati con il colorimetro portatile. vedi: Colorimetro digitale
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