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Considerazioni sugli allacci |
0204 |
Contatori "a parete" e contatori "a pavimento"
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Questo soprattutto perché si e' soliti pensare a un allaccio a parete di ampie dimensioni (anche 60x50 cm); se si entra nella logica di spazi tipici del pozzetto a pavimento e si opera nelle dimensioni di circa 38x38 cm, ci si rende conto che un armadio di tali dimensioni e' praticamente inseribile ovunque, come peraltro accade senza tanti problemi con gli armadi dei contatori ENEL.
Una nicchia di soli 38x38
cm puo' ospitare tutti i componenti (compresa telelettura) per una utenza, e
una di 53x53 cm puo' ospitare tutti i componenti (compresa telelettura) per
2 o 3 utenze.
Nonostante lo spazio apparentemente ridotto, la presenza di giunti bocchettonati
consente comunque la agevole sostituzione dei componenti, tutti di produzione
standard, sempre e ovunque reperibili.
Per avere la certezza di una efficiente contabilizzazione dei consumi sarebbe interesse economico dell'Ente Gestore (come raccomandato dai Costruttori) sostituire i contatori al massimo ogni 10 anni; tale operazione sarebbe evidentemente molto più semplice con i contatori installati a parete.
Pozzetti
a pavimento
Data la difficoltà
di intervento per riparazioni, in un pozzetto a pavimento sarebbe sempre auspicabile
la presenza di almeno un raccordo bocchettonato telescopico che consenta la
sostituzione di componenti con altri di diverso ingombro.
In nessun caso si dovrebbero
installare gli sfiati nei pozzetti interrati: le perdite dello sfiato e
le infiltrazioni dal piano stradale o dal terreno creerebbero un ristagno d'acqua
fonte di sviluppo di germi patogeni; in caso di chiusura o carenza di alimentazione
della rete, la parte di condotta a valle dell'abitato crea una depressione sulla
parte alta con conseguente risucchio d'aria dalle apparecchiature di sfiato.
Le apparecchiature di sfiato sono progettate e installate per consentire la
fuoriuscita dell'aria e impedire quella dell'acqua, ma non creano alcun ostacolo
all'ingresso dell'aria (che anzi viene auspicato per evitare il collassamento
della condotta in depressione).
E' del tutto evidente che in tali casi di depressione gli sfiati installati nei pozzetti diventerebbero un possibile punto di inquinamento della condotta idrica.
Per evitare il pericolo riflusso (e potenziale inquinamento della rete) alcuni Enti Gestori prescrivono la installazione dei disconnettori, a norma UNI 2157 e UNI EN 12729, anche negli allacci per abitazione; tipico il riflusso che si crea, in caso di depressione della rete, dal flessibile della doccia immerso col rubinetto aperto nella vasca piena.
Armadi e sportelli "a parete"
Gli armadi completi in vetroresina (VTR) o i soli sportelli in vetroresina,
sono universalmente adottati dai maggiori gestori di impianti (ENEL, TELECOM,
illuminazioni pubbliche) per la loro collaudata robustezza, resistenza alla
corrosione, affidabilita' nel tempo, gradevole inserimento estetico in
ogni contesto.
La recente proposizione sul mercato di sportelli in ABS, Poliuretano (PUR), Polipropilene, appare giustificata solo da obbiettivi di differenziazione commerciale, senza alcuna certezza o vantaggio di prestazioni rispetto alla collaudata vetroresina, i cui costi non sono superiori quelli delle plastiche sopracitate.
Valvole di sfiato
La perfetta tenuta all'acqua, sia con basse pressioni che in presenza di sovrapressioni
da colpo d'ariete, puo' essere assicurata solo da sfiati con una chiusura
azionata da leveraggi che amplificano la forza di chiusura su una apposita
guarnizione che poggia su una apposita sede.
Gli sfiati a leveraggi oggi disponibili, nei modelli dimensionati per un utilizzo negli acquedotti, assicurano una erogazione d'aria di 80 litri/min con una pressione di 1,5 bar.
Gli sfiati "a sfera
mobile" o "tipo Roma" o "miniCotrone", sebbene spesso
impiegati perché economici e perché consentono una notevole fuoriuscita
d'aria, notoriamente non impediscono la fuoriuscita dell'acqua alla fine della
emissione dell'aria, come ampiamente dimostrato dalle macchie di umidità
(o ruggine) che si formano alla base degli armadi a parete.
L'imperfetto posizionamento della sfera libera, la sua deformazione nel tempo,
il deposito di strati di calcare, in presenza di basse pressioni condizionano
la ermeticità della chiusura di tale sfiato.
La applicazione su alcuni modelli del tubicino di convogliamento delle perdite
sembra accettare la normalita' di tali perdite.
Valvole
combinate
Le valvole combinate,
sfera-ritegno ecc., non hanno mai incontrato il favore degli Enti Gestori perché
a fronte di una modesta riduzione di ingombro (non sempre determinante) hanno
lo svantaggio di non consentire la sostituzione di singoli componenti (es. la
valvola di ritegno) con altri facilmente reperibili in commercio, ma soprattutto
hanno il grave svantaggio di avere passaggi idraulici ridotti che in presenza
di acque calcaree potrebbero ostruirsi rapidamente.
Non è paragonabile la sezione di passaggio e il profilo idraulico tortuoso di una minivalvola di ritegno in plastica inserita all'interno di queste valvole combinate, con la sezione di passaggio e il profilo idraulico avviato di una normale valvola di ritegno a "ogiva Venturi".
Nei fatti non offrono evidenti vantaggi, non sono diffuse sul mercato, il loro impiego appare talvolta giustificato solo dalla ricerca di una esclusiva commerciale nei capitolati.
Filtro
Un filtro non piombato,
posto a monte del contatore, potrebbe diventare un punto di derivazione abusiva.
Se piombato, per ogni operazione di pulizia (frequente date le piccole dimensioni
e la maglia fitta) occorrerebbe l'intervento del fontaniere comunale per constatare
la integrità dei sigilli prima di rimuoverli, quindi un nuovo intervento
per la riapposizione dei sigilli.
Un filtro sulla tubazione in ingresso all'abitazione e' quantomai opportuno e necessario per evitare che giungano ai rubinetti e agli elettrodomestici (lavatrice, ecc.) graniglie e melma trasportate dall'acqua, ma deve essere ubicato a valle del contatore in un locale interno facilmente accessibile, avere una grande superficie per assicurare un ragionevole intervallo di tempo tra ogni pulizia e possibilmente un contenitore trasparente per permettere una immediata valutazione della necessita' di manutenzione.
Tubo
multistrato
Il tubo multistrato da interro è certamente la condotta ideale per
il collegamento tra la presa e il contatore.
Disponibile per pressioni fino a 25 bar, ha tutte le caratteristiche di
un normale tubo in polietilene che ne costituisce lo strato interno e, oltre
al foglio intermedio di alluminio con funzione di barriera alle sostanze inquinanti
presenti nel terreno, ha un ulteriore strato esterno in polietilene che contribuisce
alla tenuta alla pressione ma soprattutto offre una grande resistenza allo schiacciamento
e alle abrasioni.
Il tubo multistrato
per impianti sanitari (riconoscibile dal rigido tubo interno in alluminio)
e' sconsigliato per l'interro.
Il tubo metallico, che ne costituisce la struttura, è protetto da un
sottile rivestimento plastico esterno; in caso di deterioramento o abrasione
di tale manto, il corpo in alluminio viene a contatto con l'ambiente
circostante e può essere facilmente corroso da terreni aggressivi
e da correnti vaganti, in particolare se posato vicino a linee elettriche
o telefoniche e tramviarie.
Dato l'alto rischio
creato dalla debolezza dell'alluminio, non appare evidente alcuna ragione tecnica
per preferirlo ad altri materiali nelle condotte interrate.
Allacci alla rete idrica - In costruzione
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